Deutsche Tageszeitung - Torna la Carta Acquisti, moduli per la richiesta disponibili online

Torna la Carta Acquisti, moduli per la richiesta disponibili online


Torna la Carta Acquisti, moduli per la richiesta disponibili online
Torna la Carta Acquisti, moduli per la richiesta disponibili online

Beneficiari gli over65 e i genitori di bambini sotto i 3 anni

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La Carta Acquisti torna anche nel 2026. In questi giorni il ministero dell'Economia ha infatti reso disponibili sul proprio sito i moduli per farne richiesta. La Carta Acquisti vale 40 euro al mese e viene caricata ogni due mesi con 80 euro, in base agli stanziamenti che vengono progressivamente resi disponibili. I destinatari sono i cittadini con almeno 65 anni e i genitori di bambini sotto i tre anni che, sotto gli 8.230 euro di Isee, potranno ricevere il contributo per spese alimentari, sanitarie, bollette di luce e gas. La domanda per la Carta potrà essere presentata presso gli uffici postali utilizzando i moduli disponibili sul sito del Mef (ma anche dell'Inps, di Poste Italiane e del ministero del Lavoro) e la necessaria documentazione che attesti i requisiti necessari ad ottenerla. Chi già riceve il contributo e mantiene i requisiti previsti dal programma non dovrà fare nuova richiesta: l'accredito bimestrale di 80 euro continuerà ad arrivare automaticamente sulla carta elettronica associata al programma.

(P.Vasilyevsky--DTZ)

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La campagna ucraina contro le infrastrutture petrolifere russe si è trasformata in un colpo diretto a una delle arterie economiche più sensibili di Mosca. Non si tratta di obiettivi simbolici, ma di nodi logistici attraverso cui passa una quota decisiva del greggio russo destinato all’export. La pressione su Primorsk e Ust-Luga, i grandi terminali del Baltico, è particolarmente rilevante perché questi scali concentrano una parte enorme delle spedizioni via mare. Se si aggiungono le conseguenze della perturbazione attorno a Novorossijsk, i problemi nel corridoio Druzhba sul territorio ucraino e la crescente pressione sulle navi collegate alla cosiddetta flotta ombra russa, il quadro supera di gran lunga quello di alcuni incendi spettacolari. A essere colpita è l’intera catena dell’export: stoccaggio, caricamento, instradamento marittimo e, in ultima analisi, flusso di entrate.Le stime più recenti indicano che, a tratti, circa il 40% della capacità russa di esportazione di petrolio è stata compromessa o temporaneamente messa fuori uso. Si tratta di circa 2 milioni di barili al giorno che non hanno raggiunto il mercato come previsto o che hanno dovuto essere reindirizzati con ritardi e costi maggiori. Per il Cremlino il problema è profondo, perché il petrolio non è soltanto una materia prima strategica, ma uno dei pilastri delle entrate federali. Quando un terminale si ferma, le navi attendono, i carichi vengono riprogrammati e aumentano i rischi logistici e assicurativi, il danno economico si allarga anche se una parte dei volumi viene recuperata in seguito. In altre parole, gli attacchi colpiscono esattamente il settore che la Russia ha cercato più di tutti di difendere nonostante sanzioni, tetti di prezzo e rotte alternative.L’elemento più significativo della strategia ucraina è che sembra puntare meno sull’effetto di un unico colpo clamoroso e più sulla perturbazione operativa ripetuta. Ogni attacco contro infrastrutture portuali, sistemi di pompaggio, serbatoi di stoccaggio o catene di carico può creare colli di bottiglia ben oltre il punto d’impatto. Bastano pochi giorni di ritardo per alterare la rotazione delle petroliere, i calendari di esportazione, i pagamenti e la pianificazione della produzione. Il fatto che un singolo impianto possa riprendere relativamente in fretta non cancella la vulnerabilità resa evidente da questa sequenza. Mosca è costretta a ridistribuire i volumi, a testare rotte alternative e ad assorbire più rischio in quasi ogni fase del processo. Questo rappresenta un problema strutturale per un modello di export che dipende fortemente da un numero limitato di hub marittimi.

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