Deutsche Tageszeitung - Eurotunnel con Compagnie des Signaux per modernizzare il segnalamento ferroviario

Eurotunnel con Compagnie des Signaux per modernizzare il segnalamento ferroviario


Eurotunnel con Compagnie des Signaux per modernizzare il segnalamento ferroviario
Eurotunnel con Compagnie des Signaux per modernizzare il segnalamento ferroviario

Avviata con la società del gruppo Mermec la prima fase del progetto

Cambia la dimensione del testo:

Eurotunnel ha avviato con Compagnie des Signaux, gruppo Mermec, "la prima fase dell'implementazione di un nuovo sistema di segnalamento ferroviario. Il progetto - spiega una nota - rientra nel programma di modernizzazione del sistema di segnalamento del tunnel della Manica e nella strategia di interoperabilità e accessibilità per le più recenti generazioni di treni. Dotandosi dell'European Rail Traffic Management System (ERTMS), Eurotunnel si prepara al futuro delle proprie attività e beneficerà dei progressi tecnici volti a migliorare le prestazioni dell'infrastruttura e a rafforzare la sicurezza". La prima fase del progetto riguarda il sistema di segnalamento di bordo per le 57 locomotive Brush utilizzate sui servizi LeShuttle tra Folkestone e Coquelles. Compagnie des Signaux - Csee, storica compagnia francese acquisita nel 2024 dal gruppo Mernec, "è stata selezionata per fornire il nuovo sistema di segnalamento e controllo, basato su una soluzione standardizzata e innovativa che consente la transizione a bordo delle locomotive dall'attuale sistema Tvm (trasmissione binario-macchina) all'Etcs". "Con questa partnership - commenta l'ad di Eurotunnel, Didier Cazelles - compiamo un passo essenziale nella modernizzazione della nostra infrastruttura e rafforziamo il nostro impegno verso operazioni ferroviarie sempre più sicure, efficienti e interoperabili". "Siamo orgogliosi - dice Gilles Pascault, presidente di Compagnie des Signaux - di proseguire oltre 30 anni di collaborazione di successo con Eurotunnel. Questo nuovo progetto di modernizzazione del segnalamento testimonia una rinnovata fiducia nella nostra competenza e nella nostra capacità di supportare Eurotunnel nelle sue sfide tecniche e operative. La nostra soluzione Ertms/Tvm a doppio standard è stata concepita per garantire sicurezza, prestazioni e disponibilità, facilitando al contempo la transizione verso gli standard europei. Compagnie des Signaux si avvale inoltre della riconosciuta esperienza del gruppo Mermec nell'integrazione di sistemi di segnalamento su flotte di locomotive in esercizio".

(S.A.Dudajev--DTZ)

In primo piano

L’Ucraina distrugge le esportazioni russe di petrolio del terrore

La campagna ucraina contro le infrastrutture petrolifere russe si è trasformata in un colpo diretto a una delle arterie economiche più sensibili di Mosca. Non si tratta di obiettivi simbolici, ma di nodi logistici attraverso cui passa una quota decisiva del greggio russo destinato all’export. La pressione su Primorsk e Ust-Luga, i grandi terminali del Baltico, è particolarmente rilevante perché questi scali concentrano una parte enorme delle spedizioni via mare. Se si aggiungono le conseguenze della perturbazione attorno a Novorossijsk, i problemi nel corridoio Druzhba sul territorio ucraino e la crescente pressione sulle navi collegate alla cosiddetta flotta ombra russa, il quadro supera di gran lunga quello di alcuni incendi spettacolari. A essere colpita è l’intera catena dell’export: stoccaggio, caricamento, instradamento marittimo e, in ultima analisi, flusso di entrate.Le stime più recenti indicano che, a tratti, circa il 40% della capacità russa di esportazione di petrolio è stata compromessa o temporaneamente messa fuori uso. Si tratta di circa 2 milioni di barili al giorno che non hanno raggiunto il mercato come previsto o che hanno dovuto essere reindirizzati con ritardi e costi maggiori. Per il Cremlino il problema è profondo, perché il petrolio non è soltanto una materia prima strategica, ma uno dei pilastri delle entrate federali. Quando un terminale si ferma, le navi attendono, i carichi vengono riprogrammati e aumentano i rischi logistici e assicurativi, il danno economico si allarga anche se una parte dei volumi viene recuperata in seguito. In altre parole, gli attacchi colpiscono esattamente il settore che la Russia ha cercato più di tutti di difendere nonostante sanzioni, tetti di prezzo e rotte alternative.L’elemento più significativo della strategia ucraina è che sembra puntare meno sull’effetto di un unico colpo clamoroso e più sulla perturbazione operativa ripetuta. Ogni attacco contro infrastrutture portuali, sistemi di pompaggio, serbatoi di stoccaggio o catene di carico può creare colli di bottiglia ben oltre il punto d’impatto. Bastano pochi giorni di ritardo per alterare la rotazione delle petroliere, i calendari di esportazione, i pagamenti e la pianificazione della produzione. Il fatto che un singolo impianto possa riprendere relativamente in fretta non cancella la vulnerabilità resa evidente da questa sequenza. Mosca è costretta a ridistribuire i volumi, a testare rotte alternative e ad assorbire più rischio in quasi ogni fase del processo. Questo rappresenta un problema strutturale per un modello di export che dipende fortemente da un numero limitato di hub marittimi.

Iccrea approva piano triennale, finito consolidamento, ora fase crescita

Previsti investimenti in It e Ai e rafforzamento presidio imprese

Il petrolio chiude in rialzo a New York a 94,48 dollari

Quotazioni salgono del 4,61%

Lagarde, da guerra vero shock, mercati troppo ottimisti

La presidente Bce all'Economist, 'anni per riparare i danni di guerra'

Cambia la dimensione del testo: