Upa, mercato pubblicitario previsto in crescita dell'1,5-2% nel 2026
Travaglia, 'più avanti le stime sugli effetti della guerra in Iran'. Per il digitale +20%
Nell'intero 2026 il mercato complessivo della pubblicità in Italia dovrebbe crescere dell'1,5-2% rispetto all'anno scorso. Lo affermano i dati della prima 'survey' dell'Upa (Utenti pubblicità associati), l'associazione delle aziende che investono nella pubblicità. L'indagine è stata effettuata tra gli investitori fino a fine febbraio-inizio marzo e recepisce solo parzialmente gli effetti dell'attacco di Usa e Israele all'Iran, spiega Marco Travaglia, presidente di Upa. "Gli effetti delle grandi turbolenze li analizzeremo più avanti, cerchiamo di vedere bicchiere mezzo pieno: il sentiment è leggermente positivo", aggiunge Travaglia in un punto stampa al convegno sul settore dell'influencer marketing al Teatro Franco Parenti di Milano. All'interno della stima complessiva per il 2026, gli investimenti nel solo comparto digitale dovrebbero aumentare di circa il 20%, fino anche al 25%, aggiungono i dati della prima 'survey' dell'Upa. Con le cifre dettagliate che sono attese per metà anno, la stima fa pensare che gli altri settori possano essere in netto calo, con alcune aziende che pensano di spostare quasi il 60% del loro investimento sul digitale, aggiungono gli analisti dell'Upa. "Non c'è nessuna critica a Nielsen: è difficile misurare tutto con un'unica fonte, servono più fonti. Nielsen resta una validissima base - risponde ai giornalisti Travaglia - ma in genere non c'è una valida quantificazione del digitale, con discrepanze anche abbastanza ampie e un'ulteriore fonte può essere la presa diretta di chi investe in questi mezzi. Come 'sentiment' in molti dichiarano di alzare molto la quota su digitale", conclude il presidente di Upa.
(P.Tomczyk--DTZ)