Deutsche Tageszeitung - Missione europea Celeste, rinviato il lancio dei primi satelliti

Missione europea Celeste, rinviato il lancio dei primi satelliti


Missione europea Celeste, rinviato il lancio dei primi satelliti
Missione europea Celeste, rinviato il lancio dei primi satelliti

A causa delle condizioni meteo, la nuova data non è stata ancora comunicata

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Rinviato a causa delle condizioni meteorologiche il lancio dei primi due satelliti dimostrativi della missione europea Celeste, dedicata a testare tecnologie di nuova generazione per la navigazione satellitare. A decidere il rinvio è stata Rocket Lab, alla quale appartiene il razzo Electron sul quale devono viaggiare i satelliti dell'Agenzia Spaziale Europea: l'azienda statunitense ha infatti comunicato che il meteo sopra il Launch Complex 1 della Nuova Zelanda, il primo spazioporto privato al mondo a ospitare lanci orbitali, è al momento sfavorevole. La nuova data di lancio non è stata ancora comunicata. L'obiettivo di Celeste è quello di andare a integrare il sistema di Galileo, attualmente il più preciso al mondo per la navigazione satellitare, rendendolo più forte e resiliente. I nuovi satelliti verranno, infatti, posizionati ad una quota più bassa di Galileo, tra i 500 e i 1.000 chilometri di altitudine nell'orbita terrestre. Questo permetterà a Celeste di usare nuove bande di frequenza, ampliando così i servizi offerti e migliorando le prestazioni complessive delle infrastrutture dedicate alla navigazione satellitare. Sarà, ad esempio, possibile raggiungere ambienti finora preclusi, come le aree urbane profonde, la vegetazione fitta, le regioni polari e gli ambienti chiusi. In una prima fase, la costellazione di Celeste sarà composta da 11 microsatelliti. La flotta viene sviluppata attraverso due contratti paralleli: il primo è guidato dalle aziende Gmv spagnola e Ohb tedesca, mentre il secondo da Thales Alenia Space (joint venture tra Thales, 67%, e Leonardo, 33%). I due consorzi coinvolgono oltre 50 aziende provenienti da più di 14 paesi.

(U.Stolizkaya--DTZ)

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Maybach tra splendore e svolta

La nuova Mercedes-Maybach Classe S è molto più di un semplice aggiornamento ben rifinito di una limousine di lusso già affermata. Arriva in una fase in cui Mercedes sta rafforzando in modo deciso la parte più alta del proprio portafoglio, sta rinnovando profondamente la Classe S e allo stesso tempo sta ampliando Maybach come universo del lusso autonomo, dalla berlina con chauffeur fino al SUV elettrico e alla roadster esclusiva. È proprio questo a rendere il modello così importante. La nuova interpretazione vuole essere più digitale, più personalizzabile e più apertamente lussuosa, senza rinunciare a ciò che costituisce da sempre il cuore di Maybach: silenzio, spazio, comfort e presenza.Già all’esterno questa intenzione è chiarissima. La vettura resta una presenza imponente, con una lunghezza di circa 5,48 metri, ma la scena visiva viene ulteriormente accentuata. La calandra cresce, la luce diventa uno strumento espressivo, gli emblemi Maybach acquistano più risalto e i nuovi cerchi rafforzano l’impressione di autorevolezza. Anche dettagli apparentemente secondari, come le proiezioni luminose in fase di accesso o le sfumature in oro rosa all’interno dei fari, confermano che qui il lusso non è soltanto posseduto, ma deliberatamente rappresentato. Chi preferisce un’interpretazione più scura e teatrale può continuare a trovarla. Non è un design costruito sulla sobrietà, ma sull’effetto controllato.All’interno, Mercedes espone ancora più chiaramente la propria idea di lusso per il 2026. La nuova Mercedes-Maybach Classe S adotta il Superscreen, introduce MB.OS nel mondo Maybach e combina raffinatezza digitale e ricchezza materica. Il vero palcoscenico del modello, però, resta la zona posteriore. Sedili Executive, impostazione pensata per l’uso con autista, abbondanza di spazio, schermi posteriori più grandi e una lunga serie di dettagli comfort trasformano l’abitacolo in un salotto privato su ruote. Allo stesso tempo, Maybach allarga anche la propria definizione di esclusività. La disponibilità di un interno privo di pelle, realizzato con lino e poliestere riciclato, dimostra che oggi il lusso non coincide più soltanto con l’opulenza tradizionale, ma anche con l’intelligenza dei materiali, la qualità tattile e una personalizzazione più contemporanea.

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