Deutsche Tageszeitung - Tra milioni di anni un nuovo oceano dividerà in due l'Africa

Tra milioni di anni un nuovo oceano dividerà in due l'Africa


Tra milioni di anni un nuovo oceano dividerà in due l'Africa
Tra milioni di anni un nuovo oceano dividerà in due l'Africa

Esperto: 'L'unico punto della Terra dove questo processo può essere osservato chiaramente'

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Tra decine o forse centinaia di milioni di anni, l'Africa sarà completamente diversa da come appare oggi: la parte orientale verrà infatti separata dal resto del continente da un nuovo oceano, là dove oggi è visibile una faglia di circa 35 chilometri che si estende nel deserto etiope. Per fare il punto sugli studi condotti finora nella zona, che costituisce un laboratorio naturale unico nel suo genere, e capire meglio cosa succederà in futuro, l'Accademia Nazionale dei Lincei ha organizzato nella sua sede romana un convegno di due giorni, il 25 e 26 marzo. "Questo è l'unico punto della Terra dove questo processo, in atto da milioni di anni, si può osservare in modo chiaro - dice all'ANSA Giulio Armando Ottonello, professore all'Università di Genova e membro dei Lincei, tra gli organizzatori dell'evento - perché alcune parti sono emerse, quindi si può esplorare quello che è un fondo oceanico, ma senza la presenza di acqua. Inoltre l'area è molto attiva - aggiunge Ottonello - la velocità di allontanamento delle masse continentali è piuttosto elevata, quindi gli scienziati sono riusciti a registrarla con vari metodi". Il nuovo oceano emergerà nel punto di incontro tra tre placche continentali, che si stanno allontanando tra loro: la placca araba, che corrisponde grosso modo alla penisola arabica, la placca nubiana, che è la porzione più grande e occidentale della placca africana, e infine la placca somala dell'Africa orientale, che interessa Somalia, Etiopia, Kenya, Tanzania e Madagascar. Dove le placche si incontrano c'è la depressione di Afar, il punto più basso dell'Africa a 155 metri sotto il livello del mare, che ospita anche una catena di vulcani tra i più attivi del mondo. "I processi geologici alla base della nascita di un nuovo oceano sono tra quelli che hanno più conseguenze sulla formazione della parte superficiale del Pianeta, quello che vediamo", continua Ottonello. "È molto importante cercare di comprendere nel modo migliore possibile questi fenomeni - conclude - che possono essere forieri anche di eventi calamitosi, come i terremoti".

(V.Sørensen--DTZ)

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