Deutsche Tageszeitung - Le cellule tumorali riscrivono le loro istruzioni genetiche

Le cellule tumorali riscrivono le loro istruzioni genetiche


Le cellule tumorali riscrivono le loro istruzioni genetiche
Le cellule tumorali riscrivono le loro istruzioni genetiche

Visto in azione il meccanismo, può diventare il bersaglio per nuove terapie

Cambia la dimensione del testo:

Le cellule tumorali riscrivono le loro istruzioni genetiche per costruire proteine diverse, che le aiutano a crescere più velocemente, a nascondersi dal sistema immunitario o a resistere ai trattamenti. Questo fondamentale meccanismo è stato per la prima volta visto in azione in modo chiaro, grazie allo studio pubblicato sulla rivista Nature Communications e guidato dal Centro per la regolazione genomica (Crg) del Barcelona Institute of Science and Technology. I risultati ottenuti suggeriscono che tale sistema potrebbe diventare il bersaglio per nuove terapie, e non solo contro il cancro: ci sono, infatti, molte altre malattie, da quelle neurologiche a quelle immunitarie, nelle quali le cellule alterano le loro direttive genetiche. Le istruzioni scritte nel Dna all'interno di ogni cellula, prima di trasformarsi in proteine, vengono copiate in messaggi temporanei che, a seconda delle necessità, sono tagliati e incollati in vari modi. Ciò consente di ottenere proteine diverse a partire da un singolo gene. Questa caratteristica necessaria per la vita complessa viene, però, dirottata dalle cellule tumorali per favorire la propria crescita e sopravvivenza. Per capire esattamente come ciò avviene, i ricercatori guidati da Miquel Anglada-Girotto hanno usato una tecnica già esistente per misurare quali segmenti del messaggio di un gene vengono mantenuti e quali rimossi, applicandola a circa 10mila biopsie di 14 diversi tipi di cancro. I risultati mostrano che, nonostante le loro diversità, i tumori condividono strategie comuni per la modifica delle istruzioni genetiche. I dati, inoltre, hanno permesso di individuare circa 120 nuovi potenziali bersagli terapeutici: molecole che, se potenziate oppure ridotte, potrebbero aiutare a ripristinare l'equilibrio all'interno delle cellule. Tra i candidati più importanti c'è il gene Fus, più conosciuto per il ruolo che gioca nelle patologie neurologiche.

(L.Barsayjeva--DTZ)

In primo piano

Luna, la Nasa sospende il progetto per la stazione orbitante Gateway

Il focus si sposta sulla costruzione di una base lunare

AC Schnitzer: Quando i tuner di culto tacciono

La fine annunciata di AC Schnitzer entro il 2026 è molto più della scomparsa di un nome noto nel mondo del tuning. È un segnale d’allarme che supera di gran lunga i confini della comunità degli appassionati BMW. Quando un’azienda che per decenni ha incarnato l’elaborazione sportiva di BMW, i cerchi forgiati, gli assetti, gli scarichi e una certa idea tedesca di passione ingegneristica non riesce più a gestire in modo redditizio la propria attività in Germania, il tema non riguarda più soltanto un marchio. Diventa una questione che tocca direttamente il sito industriale e automobilistico tedesco. Per questo AC Schnitzer si sta trasformando in un caso simbolico: un caso che riflette la perdita di competitività, una struttura dei costi sempre più difficile da sostenere e l’impressione crescente che la politica reagisca troppo tardi, con troppa cautela e con un’insufficiente capacità di intervento.È proprio qui che nasce la forza emotiva della vicenda. AC Schnitzer non è mai stata soltanto una fornitrice di componenti. Ha rappresentato una cultura della personalizzazione: vicina al gusto di fabbrica, ma con una spinta più radicale e sportiva. Per molti appassionati BMW, il marchio faceva parte del paesaggio automobilistico tedesco: Aquisgrana, BMW, il richiamo del motorsport, programmi completi di trasformazione, cerchi riconoscibili, componenti aerodinamici, kit di potenza e vetture speciali con una propria identità. In questo senso, la fine di AC Schnitzer non è soltanto una storia di bilanci. È anche la perdita di un frammento di identità industriale.Le ragioni della chiusura sono particolarmente rivelatrici, perché mettono in luce esattamente la catena di problemi di cui l’industria tedesca discute da anni. Al centro c’è una combinazione tossica di costi crescenti di sviluppo e produzione, procedure di omologazione lente, pressione competitiva internazionale e mutamento della domanda. Il punto più pesante è la critica alla durata del sistema tedesco di approvazione. Se i componenti aftermarket arrivano sul mercato molti mesi dopo quelli dei concorrenti stranieri, uno specialista di nicchia perde proprio ciò che conta di più: tempo, visibilità e margine. A questo si aggiungono materie prime più care, tassi di cambio volatili, problemi lato fornitori, dazi su mercati importanti, una domanda prudente e il graduale arretramento del motore termico come cuore simbolico della cultura del tuning. AC Schnitzer non sta quindi descrivendo un problema isolato, ma una concentrazione di carichi strutturali.

Marte, sotto la superficie i resti di un antico sistema fluviale

La scoperta sotto il cratere Jezero estende il periodo di abitabilità del pianeta

Onde gravitazionali, Marie Anne Bizouard prima donna a capo della collaborazione Virgo

Inizierà il suo mandato il 3 maggio

Cambia la dimensione del testo: