Microalghe-robot diventano armi contro il tumore alla vescica
Sperimentate nei topi, permettono ai farmaci di penetrare 10 volte più in profondità
Microalghe-robot biocompatibili e biodegradabili, ottenute a partire da alghe ingegnerizzate, diventano armi contro il tumore alla vescica. Guidati dall'esterno grazie a campi magnetici, sciami di questi microrobot permettono ai farmaci di penetrare 10 volte più in profondità all'interno del tumore rispetto ai classici trattamenti, rendendoli dunque più efficaci. È il risultato ottenuto da un gruppo di ricercatori guidato dalla cinese Xiamen University e dall'Università di Edimburgo, che hanno pubblicato lo studio sulla rivista Nature Nanotechnology. Sperimentate nei topi, dopo una settimana le alghe-robot hanno ridotto dimensioni del tumore e numero di cellule maligne a meno del 3% di quelli osservati negli animali sottoposti a terapia convenzionale. Il cancro della vescica è tra i dieci tumori più comuni al mondo. Di solito, il trattamento prevede l'asportazione chirurgica del tumore e la somministrazione diretta di farmaci tramite catetere, ma spesso i composti non riescono a penetrare abbastanza in profondità nei tessuti, richiedendo cure più lunghe o dosaggi più elevati. Per risolvere questo problema, i ricercatori guidati da Lin Lin e Haohui Li dell'Università cinese e da Qi Zhou dell'Ateneo scozzese hanno sviluppato microrobot ibridi partendo da microalghe presenti in natura. La struttura di questi minuscoli organismi, infatti, è particolarmente adatta per racchiudere in modo sicuro i farmaci e rilasciarli poi al momento giusto. Gli autori dello studio hanno testato la tecnologia in topi affetti da tumori alla vescica, dimostrando che i microrobot carichi di doxorubicina, un farmaco chemioterapico, riescono a infilarsi all'interno del tumore in modo rapido ed efficiente, riducendo al minimo gli effetti collaterali alle cellule sane. Il trattamento è stato completato in circa 30 minuti, un tempo molto inferiore a quello solitamente richiesto per i trattamenti convenzionali.
(L.Møller--DTZ)