Deutsche Tageszeitung - Nanopostini consegnano farmaci contro le malattie del fegato

Nanopostini consegnano farmaci contro le malattie del fegato


Nanopostini consegnano farmaci contro le malattie del fegato
Nanopostini consegnano farmaci contro le malattie del fegato

Progettati in Italia e sperimentati nei topi, aprono a terapie innovative

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Particelle nanoscopiche che funzionano come 'nanopostini' che consegnando i farmaci all'indirizzo giusto, ovvero nelle cellule malate del fegato. Sono state progettate in Italia grazie alla collaborazione tra i gruppi guidati da Giulio Caracciolo dell'Università Sapienza di Roma, Paolo Bigini dell'Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri e da Pietro Invernizzi e Carlo Alberto Scirè dell'Università di Milano-Bicocca. Le nanoparticelle sono state sperimentate con buoni risultati sui topi, e aprono dunque a terapie innovative per disturbi come la colangite biliare primitiva, una malattia che vede il sistema immunitario attaccare i canali che trasportano la bile fuori dal fegato, portando a infiammazione e, nei casi più gravi, al trapianto. La ricerca è stata pubblicata sulla rivista Small e ha visto la partecipazione anche dell'Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma. In Italia, l'incidenza della colangite biliare primitiva è stimata in circa 5,3 nuovi casi all'anno ogni 100mila abitanti, e 9 casi su 10 riguardano donne. La proteina prodotta in eccesso dalle cellule immunitarie del fegato può essere neutralizzata da molecole di Rna, il cugino a singola elica del Dna che svolge moltissime funzioni, contenenti le giuste istruzioni. Tuttavia, far arrivare tali molecole alla loro destinazione finale non è facile. Con questo obiettivo, i ricercatori hanno sviluppato quattro diverse nanoparticelle, simili tra loro ma con piccole variazioni nelle molecole di grassi che compongono la loro superficie. I quattro candidati sono poi stati testati per individuare quello più promettente, che è stato messo alla prova in modelli animali della malattia umana. I risultati mostrano che le nanoparticelle sono riuscite a entrare nelle cellule immunitarie del fegato, dove hanno spento con efficacia la proteina-bersaglio.

(M.Dorokhin--DTZ)