The good sister, quando l'accusa di stupro arriva a chi ti è accanto
La pluripremiata opera prima di Sarah Miro Fischer distribuita prossimamente da Lucky Red
Il primo seme per il film "è nato durante una manifestazione dell'8 marzo un paio di anni fa, leggendo uno striscione che diceva: 'Perché noi donne conosciamo tante sopravvissute alla violenza sessuale, ma gli uomini non conoscono nessun carnefice?'". Su questo "ho continuato a riflettere e mi sono resa conto che anche nella mia cerchia di amici a Berlino, io conosca varie donne che hanno subito un qualche tipo di violenza, ma non ho mai sentito nessuno dei miei amici maschi mettersi in discussione, chiedersi se in un rapporto intimo possano aver compiuto qualcosa di sbagliato, di prevaricatorio". Così, spiega all'ANSA la neoregista Sarah Miro Fischer, ha deciso di farne il tema della sua opera prima, The good sister che dopo il debutto alla Berlinale 2025 ha girato i festival internazionali, vincendo in questi mesi diversi premi, dal Wip Europa Award a San Sebastián al premio del pubblico del Festival Del Cinema Tedesco a Roma. The Good sister, che sarà distribuito prossimamente da Lucky Red, ha come intensi protagonisti Marie Bloching e Anton Weil, in un cast che comprende, fra gli altri, Proschat Madani, Laura Balzer, Jane Chirwa, Aram Tafreshian. La storia parte da Rose (Bloching), giovane infermiera che dopo la rottura con la compagna, si trasferisce temporaneamente nell'appartamento del fratello maggiore Sam (Weil), da sempre il suo supporto morale, emotivo e pratico. Il loro rapporto di grande confidenza e fiducia reciproca si infrange quando Sam viene denunciato e accusato di violenza sessuale da una ragazza che il giovane uomo aveva incontrato in un locale e portato a casa. Rose, chiamata come testimone, vista la sua presenza nell'appartamento al momento dei fatti entra in crisi, non potendo riconciliare l'immagine che ha del fratello con quella che emerge dalla denuncia. "Trovavo fosse una dinamica interessante da raccontare - osserva la cineasta - perché tutto cambia quando chi è accusato di una violenza come questa è legato alla tua vita". Il racconto segue i dubbi di Rose nel decidere cosa fare: raccontare ciò che ha visto e sentito o restare dalla parte del fratello. "Oggigiorno c'è troppa pressione nel volere nelle storie protagoniste che siano sempre forti, rapide in ogni decisione, capaci di parlare sempre a voce alta e con sicurezza, e di fare sempre la scelta giusta. Io, nella vita quotidiana, non mi sento così la maggior parte delle volte. Quindi ho scritto un personaggio come Rose, forse un po' meno sicuro ma aperto, molto sensibile, intuitivo, anche se non sempre capace di distinguere il bene dal male".
(L.Møller--DTZ)
