Nicchiarelli, 'la mia goffa creatura fantasy per riflettere la realtà'
Alla Festa di Roma Giorni felici, adattamento del fumetto di Zuzu
(di Francesca Pierleoni) Il "drago della storia infinita, i personaggi di Labyrinth... quel fantasy anni 80 con una fisicità molto forte che non c'è più adesso perché è tutto in computer grafica": sono state due fra le ispirazioni, spiega Susanna Nicchiarelli, per rendere sul grande schermo la trasformazione che vive Claudia (una strepitosa Carlotta Gamba), la protagonista di Giorni felici, il film tratto dall'omonimo fumetto di Zuzu, in gara alla Festa del cinema di Roma e poi in sala con Lucky Red. Al centro della trama c'è la ventenne Claudia, che nasconde un segreto. Quando si sente inadeguata, impaurita, goffa, giudicata, trascurata si trasforma in una misteriosa creatura, con ali bianche, zanne e zampe. Una doppia anima che emerge in particolare nella storia avuta con Giorgio (Riccardo Scamarcio), un uomo più grande di 20 anni, assalito dalle paure, e la mania di controllo, fino a conseguenze sempre peggiori. Nel cast del film (prodotto da Vivo Film con Rai Cinema) anche Bruno Orlando, Anna Bellato, Leonardo Maddalena, Aurora Di Modugno, Sara Mafodda. "Io sono una grande lettrice di fumetti fin dall'infanzia e in particolare sono innamorata di Zuzu - racconta la regista -. La cosa che mi colpisce del suo tratto sono questi personaggi così grossi, ingombranti. La prima cosa che le ho detto, è che mi sono sempre sentita un po' così, come un suo personaggio". La cineasta ha preferito non ricorrere all'animazione, perché, spiega, "a me interessava molto l'elemento reale, mi piaceva l'idea di queste ali che fanno cadere le cose, di queste zampe con cui lei non riesce a gestire gli oggetti. Mi interessava il fatto che lei si sentisse fuori posto nel mondo reale - sottolinea -. Per me questa è una storia molto concreta su un tema fondamentale, il rapporto con il corpo in un'età di crescita e cambiamento". Per Zuzu, che con Nicchiarelli firma il soggetto e ha collaborato alla sceneggiatura, "il rischio nella trasposizione era di creare un immaginario da fantasy. Invece l'idea era che questo corpo di Claudia fosse un patto segreto tra il lettore e lei, un linguaggio attraverso il quale noi potevamo conoscere il suo mondo interiore. Trasformare questo in qualcosa che il cinema potesse raccontare era molto complicato, ma è stato bello farne parte e vedere come sia stato possibile, dandogli una forma quasi 'pupazzosa'". Carlotta Gamba, classe 1997, una delle giovani interpreti più talentuose del cinema italiano, da Gloria! a Vermiglio, si è ritrovata "del tutto in questo racconto, perché anch'io a volte mi sono sentita sbagliata o troppo per qualcosa, per qualcuno e non sapevo bene dove riprendere il filo di me stessa", dice. Quella seconda pelle "però devi accettarla, rendendoti conto che anche le cose difficili, le cose sbagliate fanno parte di te". Scamarcio ha approcciato il personaggio di Giorgio "non giudicandolo. Lui è assalito dalle sue paure, soprattutto quella di perdere questa ragazza - osserva -. Potevamo polarizzare il racconto verso un maschile predatorio e cattivo, invece con Susanna e Carlotta abbiamo approfondito il tema, mettendo in scena delle dinamiche che a volte possono deragliare verso qualcosa di violento".
(V.Sørensen--DTZ)
